Counseling

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CODIPENDENZA :c’è un modo per uscirne? ( prima parte)

di Vittoria Nervi



In qualche modo la codipendenza porta a perdere il contatto con se stessi.E’ come essere alienati da sé.I codipendenti sanno già come prendersi cura dell’altra persona.Lo fanno da cosi’ tanto tempo….Occorre iniziare a virare di 360° e portare l’attenzione su di sé.Per iniziare
1 si puo’ trovare supporto,per esempio,nella lettura di alcuni libri sull’argomento
( vedi bibliografia in fondo)
2 trovare supporto da chi ha attraversato questo percorso o lo sta attraversando.
gruppi di self help( auto-aiuto) 
 associazione nazionale Coda http://www.codipendenti-anonimi.it/

 gruppi in Italia del CODA
http://www.codipendenti-anonimi.it/elenco_gruppi.htm
 
PRIMO PASSO
Il primo passo è ammettere che la propria vita è diventata ingestibile dedicandosi all’altro.
SECONDO PASSO
togliere l’attenzione da tutti quelli che hanno più di 4/5 anni d’età
Con questo voglio dire che se sono persone adulte sanno cavarsela d sole come ogni adulto sano e responsabile.Anche tu sei una persona adulta quindi sei responsabile nel prenderti cura di te.
La prossima volta che senti qualcuno che ha un problema o è in crisi prova a dire
C’E’ NIENTE CHE IO POSSO FARE PER AIUTARE?
Un momento,penserai,ma non ha scritto di concentarsi su di sé e smettere di aiutare ? Uscire dalla codipendenza significa SMETTERE DI CONCENTRARSI SUGLI ALTRI. Aiutare gli altri è ok a patto che non si svenda se stessi.
Il suggerimento diceva CHIEDERE se c’è qualcosa che puoi fare.Questo ti da’ la libertà di dire NO se non è in linea coi tuoi bisogni,principi,emozioni,pensieri.E’ importante riconoscere che tu hai il diritto di avere
i tuoi bisogni
le tue emozioni
i tuoi pensieri….
Prendersi cura di sé significa reclamare questo
Io ho bisogno di……ora          io desidero….ora
Nonostante sentirai il solito nastro registrato dentro coi messaggi negativi ( sei cattivo/a….vergogna…..egoista…) puoi ribattere…BASTA!
Non è cosa facile.Ci vuole pazienza e pratica per mettere fuori gioco il critico interno
E’ vitale che tu inizi a vedere chi sei e che quello che sei è ok
Inizia a prenderti un po’ di spazio per te. Proteggi,sostieni TE e il tuo spazio.
Inizia la tua personale campagna COMINCIO DA ME

Qui inizia il mio confine. Passare attraverso la codipendenza significa
- guardare al passato
-migliorare la propria autostima

IL PASSATO
Il passato è tutto cio’ a cui ognuno di noi si rifà.Ogni tipo di scelta nel presente è influenzato da tutto ciò che abbiamo imparato,vissuto…L’esperienza nella tua memoria forma i pensieri e i comportamenti.Il passato è come una biblioteca virtuale dove sono presenti tutti i file della propia storia personale.Se un file è stato archiviato come esperienza negativa,vergogna,insicurezza…..puo’ influenzare senza che sei consapevole i tuoi comportamenti di oggi,le nuove esperienze in un modo che non è direttamente evidente.
Questo avviene perché la mente funziona come un videoregistratore con memoria illimitata. Dalla nascita ognuno immagazzina dati,emozioni….
Ad esempio se dico ‘gelato’ rapidamente il tuo cervello ricorda una immagine,la parola,il colore,il sapore,alcuni episodi che si riferiscono ad esso,ricordi…Tutto cio’ avviene in un attimo solo con un semplice input.
Allo stesso modo ognuno ha in memoria tutti gli episodi in cui è stato lodato,punito,lo sguardo,il tono delle parole….Non a livello conscio ma appena sotto il livello della consapevolezza.Basta un input e queste scene vengono replicate come in una specie di moviola.Un’altra caratteristica,infatti,della mente è di riproporre tutto cio’ che è rimasto irrisolto e non archiviato.
Nella Gestalt vengono chiamati UNFINISHED BUSINESS.Questo spiega perché rifacciamo spesso gli stessi errori.Esempio:perché una persona continua ad avere relazioni che la fanno star male?perché alla fine il risultato o il bilancio di certe nuove scelte è negativo?
Alla base del vissuto di chi è codipendente c’è un elemento che inquina :LA VERGOGNA
Non è evidente perché essa si maschera in vari modi .La vergogna non ha solo un aspetto negativo.Abbiamo bisogno di essa per stabilire i limiti.Da piccoli non sapevamo distinguere fra causa e effetto delle proprie azioni.Crescendo abbiamo imparato a giudicare le nostre azioni,pensieri…e con il giudizio si è formato anche il senso di colpa.
Il problema di chi è codipendente è che questa vergogna non riguarda eventuali azioni o pensieri ma se stesso/a. E’ una VERGOGNA VELENOSA
Il codipendente non fa errori perché e’ lui/lei stessa l’errore.
Dentro ogni codipendente c’è un ‘persecutore’ ,un giudice spietato che punta il dito
‘sbagli’…..hai torto…non vali niente….
Spesso questa voce critica ripete cio’ che le persone adulte che ci hanno cresciuto dicevano ( genitori,parenti,insegnanti..) ma anche coetanei.Sfortunatamente questo giudice interno diventa la propria stessa voce che autosabota. Ho scritto di questa voce http://counseling.piuchepuoi.it/71/autostima-il-criticatutto-dentro-di-noi
La vergogna diventa cosi’ tossica e se nno viene rielaborata passa da generazione a generazione…
Ogni genitore dà quello che ha,a sua volta,avuto di irrisolto se non spezza la catena.Chi è codipendente porta alla base del SENSO DI SE’ questa vergogna tossica.Essa definisce il valore di questa persona,cio’ che fa o non fa.E’ come dire ‘SONO OK’ ma dentro di te non ci credi.Certamente gli errori fanno parte del vivere.”Errare humanum est”, dicevano i latini.Il senso di colpa quando si fa qualcosa di sbagliato non è altro che una specie di
avviso che la propria coscienza manda.Quando la vergogna è tossica non permette errori.Questo tipo di vergogna cerca la punizione,l’espiazione.Come?
-facendo sentire la persona uno zero ( io sbaglio sempre..io ho sempre torto..). IO non sono ok…gli altri si’
oppure
- facendola sentire onnipotente,una specie di dio in terra (io non sbaglio mai
….io ho
sempre ragione….) IO sono ok…gli altri no
Nel counseling la vergogna tossica viene consapevolizzata e su questa si lavora poiché è alla base di molte insicurezze,di poca autostima,di incapacita’ a difendere
i propri confini personali…..
Il lavoro di counseling non colpevolizza qualcun altro..genitori..famiglia….Nessuno è colpevole.E’ necessario pero’ divenire consapevoli di come gli altri hanno trasmesso questa vergogna.Non è mai positivo trasferire su qualcun altro la colpa delle proprie difficolta’ per liberarsene.Il punto importante è assumersi la responsabilita’ di decidere delle propria vita una volta adulti.Nessun genitore ferisce intenzionalmente i propri figli.
Spesso è fatto in nome della disciplina,del ‘è perché ti voglio bene….’,del rispetto delle regole.L’unico modo che funziona nel presente,nel QUI E ORA è di restituire questa vergogna,di non accettarla più.

QUALCOSA DI CONCRETO DA FARE….
Preparare una lista di tutte le persone che sono o sono state importanti nella tua vita.Al top della lista i genitori anche se uno o tutt’e due erano ‘ assenti’
Una volta fatta la lista metterla da parte per una settimana…..e dopo?
Rileggere la lista e identificare fra i nomi scritti chi, a tuo parere ti ha fatto sentire ‘in vergogna’ per qualche motivo.Il motivo puo’ ,una volta adulti apparire di poco conto ma allora ha probabilmente avuto un impatto diverso sulla tua autostima.Il peso dipende naturalmente da quanto importante era/è quella persona per te.Riponi la lista ancora per una settimana.E’ importante che capisca che stai affrontando un punto sensibile e che cio’ che riemerge è materiale ‘tossico’ quindi è bene aver pazienza.
Se ricordare alcuni episodi e riviverli emotivamente ti fa emergere la rabbia o ti deprime sarebbe meglio gestire questo passaggio con l’aiuto di un counselor.
E’ utile in questo percorso prendere una o due foto di quando eri piccolo/a ( una quando avevi 6 o 7 anni e un’altra all’eta’ di 12 o 13).Una volta messo a fuoco e capito quali sono le persone che hanno cercato di trasmetterti il senso di vergogna puoi iniziare a rispedirla all’origine.Davanti alle tue foto inizia a scrivere una lettera alla persona in cima alla lista.
Scrivi quello che senti e che ti viene in mente.Lascia scorrere e fa sapere a lui o a lei
senza incertezze come ti senti e che restituisci quanto ti hanno dato.
Prenditi tutto il tempo necessario per scrivere.Puo’ darsi che ti ci voglia una settimana,un mese per mettere tutto sulla carta.Ecco alcuni suggerimenti:
-non scriverla al computer ma a mano perché è più efficace
- tieni la lettera in un posto sicuro.E’ privata
- se ad un certo punto ti blocchi prova a scrivere con l’altra mano in modo da sollecitare la tua parte non dominante ( se di solito scrivi con la destra prova con la mano sinistra e viceversa).Questo aiuta a riconnettersi con le emozioni e i ricordi della tua infanzia.
Una volta finita la lettera sta a te decidere cosa farne.Non è importante che tu la spedisca o la dia alla persona.Se ti senti di darla rileggila per capire ciò che stai dicendo a questa persona.Capirà? questa decisione ti creerà più problemi?
Alcune persone dopo aver scritto la lettera decidono di strapparla o di bruciarla.E’ un atto simbolico per segnare il distacco dal passato.
Scrivi tutte le lettere che ti sembra giusto scrivere alle varie persone.
Questo metodo ha funzionato per molte persone che l’hanno provato.E’ come far pulizia.A questo punto inizia a prenderti cura di quel bambino o quella bambina che vedi nella tua fotografia. Guardali e di loro a voce alta  ‘Ti voglio bene e sarò qui per te ‘

Il counseling dei Confini personali
Vuoi  capire  cosa c’è che non va e cominciare a farti valere?

Hai uno spazio e un’ora tutta per te per

1  trovare i modi più efficaci su misura per te per difendere il tuo
spazio e farti rispettare
2 trovare dentro di te l’energia per attivare i tuoi sensori e riconoscere le situazioni non ok
3 imparare ad esercitare il muscolo del NO
4 Capire quando aprire e dare fiducia all’altra persona
5 Incominciare a non essere sempre troppo buono/a

Partiamo e camminiamo insieme
Il  mio compito è accoglierti,ascoltarti
,sostenerti completamente,,incoraggiarti

Ti offro una sessione gratuita  di counseling telefonico

chiamami e fissa un appuntamento Tel.: 3393416796
o scrivimi una mail  vittoria.nervi@counselingsolutions.it

BIBLIOTERAPIA

Krishnananda  A tu per tu con la paura Economica Feltrinelli
Un percorso d’amore attraverso le relazioni dalla co-dipendenza alla libertà 
Lia Inama Liberarsi dal troppo amore Edizioni Erickson
Norwood R. Donne che amano troppo Feltrinell
i
Norwood R. Lettere di donne che amano troppo Feltrinelli

 Nel prossimo articolo : l’autostima

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9 Commenti a “CODIPENDENZA :c’è un modo per uscirne? ( prima parte)”

    raffaella scrive:

    E’ tutto vero quello che ho letto anche semplice da mettere in atto…ma è come se il problema non fosse mio,come se tutto fosse riferito ad un’altra persona.
    Riesco spesso ad uscire fuori di me ed osservarmi da lontano ma in quel momento osservo un’altra persona non me.E so’perfettamente cosa consigliarle,come aiutarla…ma rientrando tutto ricomincia.
    Io non so’ se ho stima di me stessa, so di certo che spesso vorrei nascondermi agli occhi di me stessa per nascondere la mia fragilità.


    serena scrive:

    Ho una madre alcoolista che sta and al gruppo degli AA ed io sto and a quello dei familiari.Con loro ho imparato che sono codipendente.Ed ho capito che devo lavorare sul rapporto con i miei genitori.Non sapevo come fare ed ho paura della sofferenza che mi costerà ma voglio con tutte le forze guarire.Quì ho trovato una risposta a questa necessità e la ringrazio tantissimo per aver scritto tutte queste indicazioni.


    Aiuto diretto sulla co-dipendenza « Disturbo borderline della personalità - quando le vere vittime parlano scrive:

    […] http://counseling.piuchepuoi.it/98/codipendenza-ce-un-modo-per-uscirne-prima-parte/ Articolo sulla co-dipendenza Taggato con:ansia, attacchi di panico, borderline, co-dipendenza, come uscirne, depressione, dipendenza, frustrazione, paura, rabbia, senso di colpa, terrore « Trovare uno scopo certo per vivere davvero? […]


    manuela scrive:

    Sono stata una codipendente di una persona affetta da borderline… dopo un anno dalla fine della relazione grazie all’aiuto di una psic sto bene… Purtroppo lui e’ passato ad un’altra ragazza.. sicuramente anche lei prima o poi soffrira’… cosi’ come ha sofferto la sua ex prima di me che conosco …e che e’ rimasta una sua grande amica …Questu ha intuito i problemi ma non ha approfondito la specificita’ patologica del ragazzo C’e’ modo diaiutare le persone borderline a prendere coscenz


    nadia scrive:

    sono una giovane donna di 40 anni, mi piacerebbe partecipare ad una riunione via web, o avere corrispondenza con persone coodipendenti donne. Purtroppo mi trovo in una situazione tremenda di dipendenza dal mio ex marito,(dobbiamo avere ancora la separazione), MI SONO RESA CONTO CHE I MIEI PENSIERI SONO INCENTRATI SU Di lui, spesso piango e non me ne faccio una ragione che lui se ne frega di me. La mia vita non ha senso, in teoria capisco della mia forte ossessione su di lui,mi ha tradita via in


    patrizia scrive:

    ottima idea


    Paura a dire il mio nome scrive:

    Sono una donna.. il ragazzo di cui ero innamorata e ancora in parte lo sono..è purtroppo codipendente della sorella borderline da quando era piccolo presumo. Ha rotto con me senza neanche sapere che cosa in questi mesi io abbia passato. Sono stata completamente sradicata dalla realtà e buttata dentro una cosa che non so definire… sentivo che stavo impazzendo piano piano…Come sostiene Nadia sarebbe veramente una buona cosa avere una corrispondenza. Un abbraccio a tutti..sono in terapia cmq


    angela scrive:

    aiutatemi vi prego sto molto male sono stata 35 anni con un borderline e non riesco ad uscirne del tutto. scrivetemi cosa devo fare voglio uscire vi prego!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


    angela scrive:

    aiutatemi vi prego sto male voglio uscire da questo vortice infernale.


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