Autostima : il criticatutto dentro di noi

L’autostima dipende non solo da come ognuno di noi si percepisce ma anche da come parliamo con noi stessi e dai giudizi poco lusinghieri con i quali ci etichettiamo ( sono stato proprio stupido,sono imbranata,ma come ho fatto ad essere cosi’ tonto/a,ingenua,sono grassa..ecc) .
Molte persone che seguo nel percorso di counseling sull’autostima hanno al loro interno una voce che critica continuamente e giudica i loro pensieri, azioni,stati d’animo.Per fortuna c’e anche l’altra polarita’(anche se piu’ in sordina) ,la voce che incoraggia e supporta i propri progetti,desideri e azioni.
Ognuno di noi ha dentro di se’ la voce del critico interno che ascoltiamo costantemente (detta negative self talk parlare in negativo fra se’ e se’).
Se diventiamo prigionieri di questi messaggi negativi giorno dopo giorno accumuliamo stress e tensioni e indeboliamo la nostra autostima.
Sono necessarie 24 ore al nostro corpo per metabolizzare 5 minuti di self talk negativo.Se pensiamo che ogni giorno in media il nostro critico interno spara 55.000 parole, 77% delle quali sono messaggi svalutanti o autosabotaggi ci possiamo rendere conto del lavoro e dell’accumulo di tensione che diamo al nostro corpo.
Sfortunatamente ciascuno e’ stato pre-programmato e condizionato a pensare in negativo per la maggioranza del tempo da genitori ,parenti,insegnanti: (non sei bravo a… abbastanza intelligente,bella,determinato,affidabile…tu sbagli sempre….
In media a 18 anni abbiamo gia’ ricevuto 148.000 messaggi di questo tipo contro i 4000 positivi (puoi farcela….hai talento…..,sei intelligente,carina…).
Questa programmazione ha via via costruito delle distorsioni :
- paura di rischiare,di cambiare,del fallimento
- scarsa fiducia nelle proprie capacita’
- paura di pensare con la propria testa,paura di essere giudicati
Spesso rimaniamo nel conosciuto mondo dei nostri messaggi che per quanto negativi ci danno sicurezza.
Secondo uno studio il 65% dei sintomi psicofisci e’ dato dallo stress causato da questo chiacchiericcio negativo che si svolge dentro di noi. E’ il nostro atteggiamento,lo stato d’animo,la nostra interpretazione in rapporto all’evento che lo rende stressante.
IL GIUDICE INTERIORE
Il critico interiore è la voce interna che continua a confrontarci con gl’altri facendoci sentire inadeguati, la maggior parte delle persone non si rende conto della sua esistenza, perché queste critiche continue ci hanno accompagnato fin dall’ infanzia( voci di genitori,insegnanti,persone che ci hanno cresciuto…) quindi sono percepite come una parte naturale della nostra personalita’.
Le persone che hanno una bassa autostima hanno un critico interno molto sviluppato che demolisce la fiducia in se stesse e la capacita’ di prendere decisioni buone per se’.Le frasi che questo critico dice : Non sei capace,non riuscirai,ma non farmi ridere proprio tu….ma figurati…
DA DOVE VIENE?
All’inizio la sua funzione era di non farci sentire in vergogna ed evitare la sofferenza oltre che dare una buona immagine di noi.La sua tattica e’ ‘prima che gli altri ti critichino…lo faccio io.. in anticipo’ .
Come fermare questa voce demoralizzante?
Per prima cosa occorre fare la conoscenza di questo critico che di solito ama stare dietro le quinte,identificare le sue frasi preferite.Ogni volta che lo lasciate parlare vi attacca e vi ferisce facendovi sentire incompetenti,infelici,goffi/e….
Una volta che si impara a conoscerlo si scoprono via via i suoi schemi.
C’e’ un tipo di critico che ama far sentire in colpa ..guai a dire no…..se qualcuno ha qualche problema..colpa tua! se il partner ti ha lasciato….e’ perche tu sei..( mettete un qualsiasi aggettivo negativo)
- un altro tipo di critico ama sventolare davanti la bandiera del fallimento o quella del ‘non tentare tanto tu non ce la farai mai’ e magari trova anche i suoi motivi convincenti ricordandovi altri momenti in cui avete fallito per spaventarvi.
Quando si fa sentire questo personaggio?
Il critico interno e’ uno dei nostri Se’.
Si fa sentire quando siamo giu’ di morale,quando siamo con gli altri,quando incontriamo qualcuno che ci piace,quando facciamo un errore.quando ci criticano,quando qualcuno ci ferisce o si arrabbia con noi.
Smascherare il suo gioco richiede tempo perche’ ci conosce bene ed e’ li’ dall’infanzia,sa i nostri punti deboli. Il suo vantaggio essendo interiore e’ di essere invisibile. Conosce tutte le parti della nostra personalità che cerchiamo di nascondere agli altri ,le parti che non ci piacciono e quelle che ignoriamo.
Il critico e’ un genietto, ha una intuizione infallibile, sa analizzare le nostre sensazioni e motivazioni, ed e’ sin troppo bravo a ingrandire tutti i nostri difetti e le nostre carenze.E’ cosi’ assorbito in questo’lavoro’ che dimentica che il suo scopo principale è quello di sostenerci e non darci contro 24 ore su 24 a rotazione.

IL PERCORSO
Occorre seguire questo percorso :
CONOSCERLO E SMASCHERARE I SUOI OBIETTIVI
RISPONDERGLI A TONO
RENDERLO INNOCUO
Una volta che avete identificato il suo ruolo e fino a che punto sta demolendovi allora significa che state iniziando a prendere i suoi messaggi per quello che sono.
Se ,per esempio,vogliamo cambiare atteggiamenti o semplicemente cambiare il nostro aspetto e’ piu’ efficace smetterla di autofrustarci e criticarci e iniziare a ripetere frasi positive.Sento molte donne in giro che si lamentano della cellulite,del peso,per esempio,del fatto che non sono attraenti e fanno la lista in negativo Rafforzano in questo dai modelli assurdi che i media propongono.Non stanno bene con se stesse,si sentono giudicate e in questo gli uomini,devo dire,influenzati dalle icone della tv hanno il loro ruolo.
STOP al critico!
1. ascoltate il vostro critico,coglietelo sul fatto,fate attenzione quando dite certe frasi negative su di voi o sentite dentro la sua voce.E’ come una radio a basso volume sempre accesa.Va spenta!
2 importante e’ ribattere in maniera ferma alle sue frasi per farlo smettere: ‘queste sono le parole che diceva o dice’ ..( mio padre,mia madre,x,y,che mi ripetevano a scuola,che mi ha sempre detto A…); ZITTO! adesso basta! sono bugie…..
Scegliete una breve frase che vi faccia sentire seccati/e,urlategli dietro mentalmente se non sta zitto e continua,se necessario arrabbiatevi
3 bloccate la catena di pensieri e ruminamenti vari facendo qualcosa d’altro,muovendovi,concentrandovi su qualcosa da fare( fatevi un the,riordinate la scrivania,fatevi un giro,guardatevi intorno,osservate un oggetto.Il metodo migliore e’ distogliere l’attenzione
4 usate la visualizzazione:mentalmente mettete la vostra preoccupazione in una scatola.Visualizzatela.Chiudetela e mettetela mentalemente sullo scaffale piu’ alto.
Stabilite un lasso di tempo per lamentarvi e preoccuparvi.Scrivete tutto cio’ che vi preoccupa e stabilite esattamente quando occuparvi della lista.Pensero’ a questo problema ( esempio stasera dalle 9 alle 9.45).Mantenete il tempo fissato e poi fate altro.
Che prezzo, ognuno di noi,ha pagato per ascoltare questa voce?Quante volte l’avete ascoltata e avete finito per dare ragione al vostro critico per poi sentirvi col morale a terra?
cambio della guardia
in genere ci vogliono 3 settimane circa per cambiare una abitudine e per mettere al posto del critico la voce positiva di un supporter che vi incoraggia e vi fa i complimenti .( difficile per chi ha una autostima bassa accettare i complimenti.Dicono…eh ma e’ stata tutta fortuna..ma cosa vuoi che sia…..tutti sono capaci di…..).
TIP E SUGGERIMENTI
Spesso suggerisco questo espediente.Mettersi un elastico al polso e tirarlo ogni volta che il critico parla tramite voi o dentro di voi.Dite mentalmente ‘smettila,ora basta!’ mentre tirate l’elastico.Questo movimento( che fa un po’ male) ferma la catena dei pensieri negativi e vi ‘sgrida’,vi rende consapevoli di un male ben peggiore che state facendo alla vostra autostima.
Alcune persone mi hanno chiamato alla fine delle prime giornate lamentandosi che avevano il polso gonfio ma anche sorprese della quantita’ di frasi o pensieri negativi collezionati in una giornata.La perseveranza e la costanza nel non dare spazio alla voce critica ha convinto alla fine anche i critici piu’ tosti e riottosi.
Quando impariamo a prenderci responsabilità della nostra vita il critico cambia atteggiamento e usa la sia intelligenza e i suoi talenti in modo positivo, analizza tranquillamente eventi e sentimenti,senza dare la colpa a noi o agli altri, agisce come un genitore affettuoso che ci sostiene,ci guida, ci aiuta a cautelarci e a stabilire i confini giusti senza farci sentire inadeguati
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Nino scrive:
7 Febbraio 2007 alle 12:27
Il critico negativo critica gli altri rivolgendosi ha se stesso.Cerca negli altri i suoi lati negativi perchè è geloso,di chi è positivo, molte spesso l’ignoranza n’è la causa maggiore,così come molti dicono “mal comune mezzo gaudio”.
CODIPENDENZA :c’è un modo per uscirne? ( prima parte) scrive:
16 Aprile 2007 alle 10:09
[…] Qui inizia il mio confine. Passare attraverso la codipendenza significa- guardare al passato-migliorare la propria autostimaIL PASSATO Il passato è tutto cio’ a cui ognuno di noi si rifà.Ogni tipo di scelta nel presente è influenzato da tutto ciò che abbiamo imparato,vissuto…L’esperienza nella tua memoria forma i pensieri e i comportamenti.Il passato è come una biblioteca virtuale dove sono presenti tutti i file della propia storia personale.Se un file è stato archiviato come esperienza negativa,vergogna,insicurezza…..puo’ influenzare senza che sei consapevole i tuoi comportamenti di oggi,le nuove esperienze in un modo che non è direttamente evidente.Questo avviene perché la mente funziona come un videoregistratore con memoria illimitata. Dalla nascita ognuno immagazzina dati,emozioni….Ad esempio se dico ‘gelato’ rapidamente il tuo cervello ricorda una immagine,la parola,il colore,il sapore,alcuni episodi che si riferiscono ad esso,ricordi…Tutto cio’ avviene in un attimo solo con un semplice input.Allo stesso modo ognuno ha in memoria tutti gli episodi in cui è stato lodato,punito,lo sguardo,il tono delle parole….Non a livello conscio ma appena sotto il livello della consapevolezza.Basta un input e queste scene vengono replicate come in una specie di moviola.Un’altra caratteristica,infatti,della mente è di riproporre tutto cio’ che è rimasto irrisolto e non archiviato.Nella Gestalt vengono chiamati UNFINISHED BUSINESS.Questo spiega perché rifacciamo spesso gli stessi errori.Esempio:perché una persona continua ad avere relazioni che la fanno star male?perché alla fine il risultato o il bilancio di certe nuove scelte è negativo?Alla base del vissuto di chi è codipendente c’è un elemento che inquina :LA VERGOGNANon è evidente perché essa si maschera in vari modi .La vergogna non ha solo un aspetto negativo.Abbiamo bisogno di essa per stabilire i limiti.Da piccoli non sapevamo distinguere fra causa e effetto delle proprie azioni.Crescendo abbiamo imparato a giudicare le nostre azioni,pensieri…e con il giudizio si è formato anche il senso di colpa.Il problema di chi è codipendente è che questa vergogna non riguarda eventuali azioni o pensieri ma se stesso/a. E’ una VERGOGNA VELENOSAIl codipendente non fa errori perché e’ lui/lei stessa l’errore.Dentro ogni codipendente c’è un ‘persecutore’ ,un giudice spietato che punta il dito‘sbagli’…..hai torto…non vali niente….Spesso questa voce critica ripete cio’ che le persone adulte che ci hanno cresciuto dicevano ( genitori,parenti,insegnanti..) ma anche coetanei.Sfortunatamente questo giudice interno diventa la propria stessa voce che autosabota. Ho scritto di questa voce http://counseling.piuchepuoi.it/71/autostima-il-criticatutto-dentro-di-noiLa vergogna diventa cosi’ tossica e se nno viene rielaborata passa da generazione a generazione…Ogni genitore dà quello che ha,a sua volta,avuto di irrisolto se non spezza la catena.Chi è codipendente porta alla base del SENSO DI SE’ questa vergogna tossica.Essa definisce il valore di questa persona,cio’ che fa o non fa.E’ come dire ‘SONO OK’ ma dentro di te non ci credi.Certamente gli errori fanno parte del vivere.”Errare humanum est”, dicevano i latini.Il senso di colpa quando si fa qualcosa di sbagliato non è altro che una specie diavviso che la propria coscienza manda.Quando la vergogna è tossica non permette errori.Questo tipo di vergogna cerca la punizione,l’espiazione.Come?-facendo sentire la persona uno zero ( io sbaglio sempre..io ho sempre torto..) IO non sono ok…gli altri si’ oppure- facendola sentire onnipotente,una specie di dio in terra (io non sbaglio mai….io ho sempre ragione….) IO sono ok…gli altri noNel counseling la vergogna tossica viene consapevolizzata e su questa si lavora poiché è alla base di molte insicurezze,di poca autostima,di incapacita’ a difendere i propri confini personali…..Il lavoro di counseling non colpevolizza qualcun altro..genitori..famiglia….Nessuno è colpevole.E’ necessario pero’ divenire consapevoli di come gli altri hanno trasmesso questa vergogna.Non è mai positivo trasferire su qualcun altro la colpa delle proprie difficolta’ per liberarsene.Il punto importante è assumersi la responsabilita’ di decidere delle propria vita una volta adulti.Nessun genitore ferisce intenzionalmente i propri figli.Spesso è fatto in nome della disciplina,del ‘è perché ti voglio bene….’,del rispetto delle regole.L’unico modo che funziona nel presente,nel QUI E ORA è di restituire questa vergogna,di non accettarla più. […]
Lucia scrive:
1 Agosto 2008 alle 17:16
Grazie di cuore..spero che questo esperimento mi serva.Ho bisogno di credere in me stessa.Finalmente.
Demetrio scrive:
2 Settembre 2008 alle 00:32
Grazie. Ho capito di aver bisogno di molto aiuto e lo chiederò. Voglio diventare il centro gioioso della mia vita. Liberarmi da tutte le contrazioni della mente che rendono schiavo anche il corpo ed il cuore. Per vivere e non soltanto esistere.
Vittoria Nervi scrive:
2 Settembre 2008 alle 10:03
Salve Demetrio
se hai bisogno di aiuto fai il primo passo e leggi qui
http://counseling.piuchepuoi.it/chi-ti-ascolta
Sull’argomento leggi il post nel mio blog
http://confini-personali.blogspot.com/2008/08/5-passi-per-educare-il-tuo-mister-rompi.html
Nello stesso blog altri post sull’argomento critico interno
Buon rientro e buona giornata
Rosario scrive:
9 Giugno 2009 alle 17:36
Ho letto il suo articolo,trovandolo molto interessante,diciamo che ha centrato in pieno il mio problema.Sono un impresario,sposato con figli e dall’età di 13 anni che convivo con questa voce devastante,ora ne ho 42.Vorrei farle una domanda: se il criticatutto dentro di te,ti umilia ti sconforta ecc. ecc.ma oltre a questo capisci che il suo obbiettivo primario è quello di annientarti,di volere la tua morte psichica e fisica,che rapporti puoi avere con un essere tale?
C’è un percorso per iniziare a tenere a bada questa parte di sé punitiva e che svalorizza in continuazione.
Comuque questa parte autosabotante è importante conoscerla,sapere le sue tecniche subdole per poi contrastarle.
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